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Maurizio Zani - http://www.mauriziozani.it

Residenza fuori sede

L’art. 7 della legge 311/1958 regolamenta la residenza fuori sede dei professori universitari

I professori hanno l’obbligo di risiedere stabilmente nella sede dell’Universita’ od Istituto cui appartengono.
In casi del tutto eccezionali, i professori possono, tuttavia, essere autorizzati dal Ministro per la pubblica istruzione, su proposta del rettore o direttore, udito il Senato accademico, a risiedere in localita’ prossima, ove cio’ sia conciliabile col pieno e regolare adempimento dei loro doveri di ufficio.

La domanda e relativa autorizzazione è volta ad assicurare (almeno formalmente) che non vi siano impedimenti logistici all’assolvimento dei propri obblighi didattici.

In tal senso, in alcuni Atenei è invalso l’uso di definire un raggio di azione entro il quale si sia in “località prossima” e quindi non vi sia obbligo di fare domanda

Un obbligo simile sulla residenza è previsto per gli impiegati statali dall’art. 12 del DPR 3/1957

L’impiegato deve risiedere nel luogo ove ha sede l’ufficio cui e’ destinato.
Il capo dell’ufficio, per rilevanti ragioni, autorizza l’impiegato a risiedere altrove, quando cio’ sia conciliabile col pieno e regolare adempimento d’ogni altro suo dovere; dell’eventuale diniego e’ data comunicazione scritta all’interessato.

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[Aggiornamento 16/07/2018]

Il parere del Consiglio di Stato sez. II 550/1980 precisa però che con “località prossima” si può intendere una località anche distante, a seguito degli sviluppi nei sistemi di trasporto, ma comunque non all’estero; lo stesso consesso osserva che il termine “residenza” usato dal legislatore per gli impegati statali s’ha da intendere come “dimora abituale”, e questo dovrebbe risolvere i problemi interpretativi anche della norma per i professori universitari.


2 commenti

  • Samuele

    Sai se questo obbligo si estende ai professori che scelgono il tempo definito?

    Io sto per rientrare in Italia dall’estero ma il primo anno almeno, per motivi famigliari e di lavoro (in quanto continuero’ a lavorare part time anche in UK), intendo rimanere residente in UK e andare avanti e indietro dall’Italia quando la mia presenza fisica e’ richiesta per poter assolvere ai miei compiti.

    Dici che questo potrebbe creare problemi?

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