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Maurizio Zani - http://www.mauriziozani.it

DDL bilancio 2018 (parte 2)

Dopo essere stato licenziato dal Senato (come descritto nella parte 1 dell’articolo), alla Camera il Governo ha posto la fiducia al DDL C.4768/2017 relativo al bilancio di previsione dello Stato, con gli emendamenti come usciti dalla Commissione V, per cui il testo risulta ora modificato come segue per gli articoli di interesse all’università.

La progressione stipendiale passa da triennale (come richiesto dall’art. 8 comma 1 della legge 240/2010) a biennale (com’era una volta), ed è previsto un importo attribuito una tantum e corrisposto in due rate per una parziale compensazione del blocco degli scatti

344. Con decorrenza dalla classe stipendiale successiva a quella triennale in corso di maturazione al 31 dicembre 2017 e conseguente effetto economico a decorrere dall’anno 2020, il regime della progressione stipendiale triennale per classi dei professori e ricercatori universitari previsto dagli articoli 6, comma 14, e 8 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 2011, n. 232, è trasformato in regime di progressione biennale per classi, utilizzando gli stessi importi definiti per ciascuna classe dallo stesso decreto.

A titolo di parziale compensazione del blocco degli scatti stipendiali disposto per il quinquennio 2011-2015 dall’articolo 9, comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ai professori e ricercatori universitari di ruolo in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e che lo erano alla data del 1° gennaio 2011, o che hanno preso servizio tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2015, è attribuito una tantum un importo ad personam in relazione alla classe stipendiale che avrebbero potuto maturare nel predetto quinquennio e in proporzione all’entità del blocco stipendiale che hanno subìto, calcolato, nei limiti delle risorse di cui al presente comma, sulla base di criteri e modalità definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. La corresponsione dell’importo di cui al periodo precedente cessa al 31 dicembre 2019 e non produce effetti ai fini della successiva progressione di carriera; l’importo è corrisposto in due rate da erogare entro il 28 febbraio 2018 ed entro il 28 febbraio 2019. Al fine di sostenere i bilanci delle università per la corresponsione dei predetti importi, il fondo per il finanziamento ordinario delle università di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2018 e di 40 milioni di euro per l’anno 2019. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2018 e 2019, del Fondo di cui all’articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

344-bis. Alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, comma 257, primo periodo, le parole: « non più di due anni » sono sostituite dalle seguenti: « non più di tre anni »

345. Per le finalità di cui al comma 344, il fondo per il finanziamento ordinario delle università di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 80 milioni di euro per l’anno 2020, 120 milioni di euro per l’anno 2021 e 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022.

346. Le disposizioni di cui al comma 344 si applicano anche al personale di ricerca non contrattualizzato in servizio presso l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) il cui stato giuridico è equiparato a quello dei professori universitari ai sensi dell’articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 163, così come confermato dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 296, e dall’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 138. A tal fine il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, è incrementato di 350.000 euro a decorrere dall’anno 2020. I decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di cui al comma 2 del medesimo articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, dispongono che tale incremento è assegnato interamente alla dotazione ordinaria dell’INAF.

Verrà aumentato il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per assumere Ricercatori a Tempo Determinato senior (RTDb) e poi eventualmente consolidarli nella posizione di Professore Associato; la ripartizione di questo aumento del fondo avverrà in base ai precedenti risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR)

347. Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle università e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale, il fondo per il finanziamento ordinario delle università, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 12 milioni di euro per l’anno 2018 e di 76,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia e il fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, è incrementato di 2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 13,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 per l’assunzione di ricercatori negli enti pubblici di ricerca. L’assegnazione dei fondi è effettuata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con gli obiettivi, di pari importanza, di riequilibrare la presenza di giovani ricercatori nei vari territori, nonché di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari e di individuare specifiche aree strategiche della ricerca scientifica e tecnologica.

Ai fini del riparto dei fondi alle singole istituzioni si fa riferimento, in relazione all’obiettivo del riequilibrio della presenza di giovani ricercatori nei vari territori, al numero dei ricercatori in servizio rispetto al numero delle altre figure del personale docente e ricercatore e, in relazione all’obiettivo del sostegno ai livelli di maggiore qualità della ricerca, per le università, ai risultati della valutazione della qualità della ricerca (VQR) e, per gli enti pubblici di ricerca, ai criteri di riparto del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. La quota parte delle risorse eventualmente non utilizzata per le finalità di cui ai periodi precedenti rimane a disposizione, nel medesimo esercizio finanziario, per le altre finalità del fondo per il finanziamento ordinario delle università e del fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca. Al fine di sostenere ulteriormente l’ingresso dei giovani nel sistema universitario, a decorrere dal finanziamento relativo al quinquennio 2023-2027, le percentuali di cui all’articolo 1, comma 335, lettere a) e c), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono ridefinite nella misura rispettivamente dell’80 per cento e del 40 per cento. Al fine di sostenere l’internazionalizzazione del sistema universitario, all’articolo 6, comma 12, quarto periodo, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dopo le parole: « Possono altresì svolgere » sono inserite le seguenti: « , anche con rapporto di lavoro subordinato, ».

347-bis. All’articolo 23 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, dopo il comma 4 è inserito il seguente:

« 4-bis. Il comma 4 del presente articolo si applica, in via sperimentale, anche alle università statali individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentita la Conferenza dei rettori delle università italiane, tenendo conto, in particolare, dei parametri di cui alle lettere c) e d) del secondo periodo del citato comma 4, dell’indicatore di spesa di personale previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, e dell’indicatore di sostenibilità economico-finanziaria, come definito agli effetti dell’applicazione dell’articolo 7 del medesimo decreto legislativo n. 49 del 2012. Con il medesimo decreto è individuata la percentuale di cui al comma 4. Sulla base degli esiti della sperimentazione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentita la Conferenza dei rettori delle università italiane, può essere disposta l’applicazione in via permanente delle disposizioni di cui al presente comma ».

347-ter. All’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dopo il comma 9-bis è inserito il seguente:

« 9-ter. A decorrere dall’anno 2018, i contratti di cui al presente articolo, nel periodo di astensione obbligatoria per maternità, sono sospesi e il termine di scadenza è prorogato per un periodo pari a quello di astensione obbligatoria. All’onere si provvede, a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione di 1,5 milioni di euro dello stanziamento annuale previsto dall’articolo 29, comma 22, secondo periodo ».

Si incrementa il Fondo Integrativo Statale (FIS) di 20 M€ per la concessione di borse di studio

348. Al fine di garantire gli strumenti e i servizi per il pieno successo formativo di cui all’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, che presentino i requisiti di eleggibilità di cui all’articolo 8 del medesimo decreto legislativo n. 68 del 2012, il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio è incrementato di 20 milioni di euro a decorrere dal 2018.

349. All’onere di cui al comma 348 si provvede per l’anno 2018 mediante riduzione per 10 milioni di euro del Fondo di cui all’articolo 1, comma 295, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per 10 milioni di euro per l’anno 2018, per 12 milioni di euro per l’anno 2019 e per 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 mediante riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 286, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per 8 milioni di euro per l’anno 2019 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

349-bis. All’articolo 5, comma 1-bis, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, dopo le parole: « comma 1-ter,» sono inserite le seguenti: « per gli studenti internazionali e ».

Si incrementa l’FFO di 20 M€ per aumentare l’importo delle borse di dottorato (il cui importo sarà definito con un decreto ministeriale)

350. Allo scopo di adeguare l’importo delle borse concesse per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca, il fondo per il finanziamento ordinario delle università di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018. L’adeguamento dell’importo della borsa è definito con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

351. All’onere di cui al comma 350 si provvede, quanto ad euro 5 milioni a decorrere dall’anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, quanto ad euro 1,130 milioni per l’anno 2019 e a 2,460 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537; quanto ad euro 15 milioni per l’anno 2018, 13,87 milioni di euro per l’anno 2019 e 12,54 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020, a valere sui risparmi di spesa derivanti dalle disposizioni di cui al comma 352.

352. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 295, le parole: « 45 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, di 31,87 milioni di euro per l’anno 2019 e di 30,54 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 45 milioni di euro per l’anno 2017, di 30 milioni di euro per l’anno 2018, di 18 milioni di euro per l’anno 2019 e di 18 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020 »;

b) al comma 298, le parole: « nel 2017 e nel 2018. A decorrere dal 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « nel 2017. A decorrere dal 2018 ».

Vengono incrementati i fondi dati all’università per potenziare gli interventi a favore delle attività sportive

352-bis. Al fine di potenziare gli interventi posti in essere dalle università per favorire l’attività sportiva degli studenti universitari e al fine di sostenere la promozione dello sport universitario, i fondi da destinare alle università in attuazione della legge 28 giugno 1977, n. 394, iscritti ai sensi dell’articolo 3 della medesima legge nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono incrementati di un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020.

352-ter. Le disposizioni di cui al terzo periodo del comma 626 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano anche nell’anno 2018, secondo le modalità ivi previste, nel limite complessivo di spesa di 10 milioni di euro.

352-quater. I nuclei di valutazione delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale di cui all’articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, nonché le istituzioni autorizzate ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, inoltrano le relazioni annuali sulle attività e sul funzionamento dell’istituzione, oltre che al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, anche all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), entro gli stessi termini. L’ANVUR verifica l’adozione, nelle relazioni cui al precedente periodo, dei criteri generali stabiliti in base a quanto disposto dall’articolo 10, comma 2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, comunicando al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro novanta giorni, le proprie valutazioni in merito.

352-quinquies. Il comma 1 dell’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, è sostituito dal seguente:

« 1. Il nucleo di valutazione, costituito con delibera del consiglio di amministrazione, sentito il consiglio accademico, è formato da tre componenti aventi competenze differenziate, di cui due scelti fra esperti esterni, anche stranieri, di comprovata qualificazione nel campo della valutazione, scelti dalle istituzioni seguendo i criteri e le linee guida elaborati dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ai componenti del nucleo di valutazione non spettano compensi, indennità o gettoni di presenza ».

352-sexies. È consentito il trasferimento a qualsiasi titolo di immobili oggetto di cofinanziamento di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 338, anche prima della realizzazione o ultimazione dei relativi lavori, ai fondi comuni di investimento immobiliare istituiti ai sensi degli articoli 36 e 37 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. In tal caso il beneficiario del cofinanziamento e il fondo comune di investimento immobiliare devono comunicare congiuntamente al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca il valore di trasferimento dell’immobile e il fondo comune di investimento immobiliare deve dichiarare di subentrare negli impegni assunti dal beneficiario del cofinanziamento. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento di tale comunicazione, verifica la sussistenza dei requisiti per il trasferimento del bene e, ove non risultino rispettate le prescrizioni, può vietare il trasferimento. In mancanza di comunicazione da parte del medesimo Ministero nel termine di cui al periodo precedente, il trasferimento al fondo comune di investimento immobiliare si intende assentito.

Il disegno di legge torna ora in terza lettura al Senato (dove verosimilmente non subirà modifiche).

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[Aggiornamento 23/12/2017]

Anche al Senato il Governo ha posto la questione di fiducia e il DDL S.2960/2017 è stato definitivamente approvato senza emendamenti. Si attende ora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

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[Aggiornamento 08/01/2018]

Il DDL è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ed è ora diventato la legge 205/2017; di seguito trovate la tabella di corrispondenza tra il testo sopra e quello in Gazzetta

Senato Gazzetta
Art. 1 comma 344 Art. 1 comma 629
Art. 1 comma 344-bis Art. 1 comma 630
Art. 1 comma 345 Art. 1 comma 631
Art. 1 comma 346 Art. 1 comma 632
Art. 1 comma 347 Art. 1 comma 633
Art. 1 comma 347-bis Art. 1 comma 634
Art. 1 comma 347-ter Art. 1 comma 635
Art. 1 comma 348 Art. 1 comma 636
Art. 1 comma 349 Art. 1 comma 637
Art. 1 comma 349-bis Art. 1 comma 638
Art. 1 comma 350 Art. 1 comma 639
Art. 1 comma 351 Art. 1 comma 640
Art. 1 comma 352 Art. 1 comma 641
Art. 1 comma 352-bis Art. 1 comma 642
Art. 1 comma 352-ter Art. 1 comma 643
Art. 1 comma 352-quater Art. 1 comma 644
Art. 1 comma 352-quinquies Art. 1 comma 645
Art. 1 comma 352-sexies Art. 1 comma 646

 


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