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Maurizio Zani - http://www.mauriziozani.it

Giovanni 4

[1] Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni

[2] – sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -,

[3] lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea.

[4] Doveva perciò attraversare la Samaria.

[5] Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

[6] qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

[7] Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”.

[8] I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.

[9] Ma la Samaritana gli disse: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”. I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

[10] Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”.

[11] Gli disse la donna: “Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva?

[12] Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?”.

[13] Rispose Gesù: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;

[14] ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna“.

[15] “Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”.

[16] Le disse: “Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui”.

[17] Rispose la donna: “Non ho marito”. Le disse Gesù: “Hai detto bene “non ho marito”;

[18] infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”.

[19] Gli replicò la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta.

[20] I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”.

[21] Gesù le dice: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre.

[22] Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.

[23] Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.

[24] Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.

[25] Gli rispose la donna: “So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa”.

[26] Le disse Gesù: “Sono io, che ti parlo”.

[27] In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: “Che desideri?”, o: “Perché parli con lei?”.

[28] La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente:

[29] “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?”.

[30] Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

[31] Intanto i discepoli lo pregavano: “Rabbì, mangia”.

[32] Ma egli rispose: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”.

[33] E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?”.

[34] Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.

[35] Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.

[36] E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

[37] Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete.

[38] Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro”.

[39] Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: “Mi ha detto tutto quello che ho fatto”.

[40] E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni.

[41] Molti di più credettero per la sua parola

[42] e dicevano alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.

[43] Trascorsi due giorni, partì di là per andare in Galilea.

[44] Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria.

[45] Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.

[46] Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao.

[47] Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire.

[48] Gesù gli disse: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”.

[49] Ma il funzionario del re insistette: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.

[50] Gesù gli risponde: “Và, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino.

[51] Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: “Tuo figlio vive!”.

[52] S’informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: “Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato”.

[53] Il padre riconobbe che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: “Tuo figlio vive” e credette lui con tutta la sua famiglia.

[54] Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.

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