La regola del 3

Talvolta si ragiona su quale sia il giusto (inteso come più efficace) numero di esempi da portare a sostegno di un certo argomento; è una questione che si pone e si discute anche per stabilire il numero di soggetti in una sceneggiatura, o il numero di termini in una poesia, e così via.

Esempi in tal senso possono essere le parole nel motto della Repubblica francese (“liberté, égalité, fraternité“), o quelle della frase attribuita a Giulio Cesare (“veni, vidi, vici“), così come gli spiriti nel celebre romanzo “Canto di Natale” di Charles Dickens (del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro).

La regola del 3 (come lo stesso nome indica) riferisce che tale numero efficace sia proprio 3, in quanto

  • usare 1 termine mostra unicità più che esempio, come fosse totalizzante;
  • usare 2 termini sa di confronto, più che il riportare un paio di esempi;
  • usarne 4 o più sfocia in un elenco, non mostrando il dono della sintesi.

Ecco perché il 3 viene ritenuto il giusto compromesso in quanto ad efficacia comunicativa.

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